Cos'è la moneta?

Breve ripasso

Scritto dalla redazione il 9 novembre 2017

La moneta

La moneta è lo strumento di pagamento comunemente usato per comprare ciò di cui gli individui, le organizzazioni e le società hanno bisogno. L’acquirente consegna moneta al venditore in cambio di un bene o di un servizio; in questo modo si libera da ogni obbligo nei confronti del venditore il quale, accettandola, ne riconosce il valore.

La moneta è l’unità di conto con cui si misura il valore dei beni e dei servizi e costituisce quindi il parametro di riferimento per confrontare in maniera omogenea il valore di prodotti e servizi molto diversi.

La moneta mantiene il suo valore nel tempo, può essere quindi accumulata per costituire una riserva di valore. Questa funzione consente a tutti di risparmiare, cioè differire i consumi, e accantonare una riserva per spese impreviste e necessità future.

Le origini

La moneta è il risultato di un lungo processo di ricerca che la società ha intrapreso per semplificare gli scambi e contenerne i costi. Per secoli, il commercio è stato fondato sul baratto , cioè la cessione di una merce in cambio di un’altra. Il limite di questo sistema era strettamente legato alla difficoltà di incontrare qualcuno in possesso del bene desiderato che accettasse di cederlo in cambio del bene offerto.

L’esigenza di semplificare i rapporti e le operazioni di scambio, anche a seguito dell’incontro tra comunità diverse, rese necessario trovare uno strumento che consentisse di superare tali difficoltà. Le prime forme di moneta erano costituite da particolari merci scambiate in specifici contesti sociali ed economici; si trattava di beni, come il sale, il bestiame, l’avorio, i metalli, in particolare quelli preziosi, il cui valore era riconosciuto dalla gran parte degli operatori economici. Queste merci avevano alcune caratteristiche comuni: erano rare ma sufficientemente reperibili, conservavano il loro valore nel tempo ed erano da tutti apprezzate e riconosciute come merci di pregio. Il valore di questa moneta, definita moneta merce, si basava sul valore intrinseco del bene utilizzato.

I metalli preziosi, utilizzati come moneta sotto forma di lingotti, pepite, polvere, si imposero rapidamente perché soddisfacevano i requisisti della moneta merce. Lo scarso ingombro, inoltre, ne rendeva facile il trasporto e la custodia. Anche questo strumento di pagamento comportava, però, alcuni inconvenienti di utilizzo. Chi riceveva in pagamento un lingotto o della polvere preziosa doveva, infatti, accertarne il peso dichiarato, perciò doveva sempre disporre di una bilancia, e c’era inoltre il rischio che il metallo non fosse puro. La coniazione di monete di metallo prezioso prima (oro, argento) e comune in seguito (rame, nichel, ecc.) consentì di superare tali inconvenienti.

L’autorità garantisce il valore della moneta

Lo Stato accentrò su di sé il potere di coniare le monete il cui valore era attestato dall’immagine del sovrano impressa su una delle due facce. Lo Stato garantiva il valore della moneta e cioè si impegnava a farla accettare in pagamento dai cittadini e ad accettarla esso stesso, ad esempio in pagamento delle tasse.">


Testo tratto da La Moneta - quaderno didattico della Banca d'Italia