Una discussione al bar tra Paolo e Mario

argomento bitcoin (parte sesta)

Scritto dalla redazione il 21 novembre 2017


Mario: Ciao Paolo,
Paolo: Ciao Mario, di cosa mi parli oggi?
Mario: Di nessun argomento in particolare, fammi tu qualche domanda, vediamo se quello di cui abbiamo parlato l'altra volta ti è chiaro
Paolo: OK, allora iniziamo dall'indirizzo, dal codice, insomma da quella stringa di lettere e numeri apparentemente senza senso, come si ottiene? C'è qualcuno che li assegna?
Mario: Te lo puoi creare tu stesso, con un semplice programmino scaricabile dalla rete o con uno dei tool più diffusi per la creazione di coppie di chiavi crittografiche, di certificati, per la firma digitale e per la verifica di documenti firmati digitalmente, insomma un "coltellino svizzero" della crittografia, sto parlando di openssl
Paolo: E quali sono i comandi da dare con openssl?
Mario: Li puoi leggere in questa pagina
Paolo: E se volessi qualcosa di più semplice?
Mario: Vai qui, in pochi secondi hai pronto un indirizzo nuovo di zecca
Paolo: Quindi nessuno può risalire all'effettivo titolare di una stringa di numeri e lettere che identifica la persona?
Mario: Come hai potuto notare io posso creare facilmente decine o centinaia di indirizzi diversi, il confronto con un conto corrente bancario e postale non regge, per un c/c ci vogliono parecchi firme, documenti di riconoscimento, eccetera. Per un "conto" bitcoin non ci vuole nulla
Paolo: E allora perchè dicono che il Bitcoin è un sistema trasparente e non favorisce l'anomimato?
Mario: Perchè tutte le transazioni sono pubbliche e finiscono dentro la famosa blockchain, solo che nessuno mi vieta di usare ogni volta un indirizzo diverso, così diventa molto difficile risalire alla persona che ha effettuato quella transazione
Paolo: Ho capito, se ci fosse solo un indirizzo a persona allora basterebbe aspettare un suo passo falso, come ad esempio un acquisto su un sito e-commerce. Il venditore per inviarti la merce ha, quanto meno, bisogno di sapere dove abiti. Quindi quell'indirizzo bitcoin, per il venditore, sarà associato a quell'indirizzo di spedizione
Mario: Esatto, paradossalmente il modo più sicuro di effettuare scambi di bitcoin è quello di farlo di persona, cartacemente, solo che invece delle banconote vi scambiate fogli di carta con stampato il qrcode degli indirizzi
Paolo: Insomma da quello che mi pare di capire è pressochè impossibile risalire al soggetto che ha effettuato una transazione
Mario: Impossibile no, ma molto complicato sì, e lo è ancora di più quando cerchiamo di calcolarci i saldi, cioè quanto un soggetto titolare di un indirizzo bitcoin ha somme residue ancora da poter spendere
Paolo: Mi spieghi questa cosa, perchè, nella blockchain non ci sono i saldi? Cioè non c'è un "saldo disponibile", un po' come negli estratti delle banche, che indica esattamente quanti soldi ci sono sul conto?
Mario: No, ci sono tutte le transazioni, milioni e milioni di transazioni fatte da tutti gli utenti, quindi se tu avessi creato un indirizzo nel 2010 e avessi effettuato transazioni in tutti questi anni, il wallet, il sistema, per darti il saldo disponibile dovrebbe sommare e detrarre tutte le transazioni effettuate in un verso e nell'altro, cioè a debito e a credito, acquisto e vendita
Paolo: Mi sembra assurda questa cosa, nessun programma informatico di gestione contabile che si rispetti funzionerebbe in questo modo
Mario: Allora non l'hai capito, è tutto un enorme spreco, di risorse, di tempo, di energie (e non solo di quella elettrica ... )
Paolo: A vantaggio di chi? Ok, ok, mi devo rileggere tutta la discussione dall'inizio
Mario: Un gruppetto di persone (saranno una ventina in tutta Italia) dei "technology evangelist" che passano da una conferenza ad un'altra, sempre con lo stesso copione "non facciamoci travolgere dall'onda della blockchain, cavalchiamola" ma mai che a queste conferenze invitano dei tecnici critici, sì, delle critiche a volte arrivano dalla platea ma sono critiche, spesso, solo "morali", mai tecniche. Eppure basterebbe poco per metterli in crisi, a parte tutto quello che ci siamo già detti, sarebbe sufficiente chiedere loro un esempio concreto di un'applicazione della blockchain non effettuabile con la tecnologia esistente, non campata in aria ma con valutazioni e comparazioni effettive
Paolo: E se a sbagliarti fossi tu e loro ad avere ragione?
Mario: Lo dirà il tempo, io, nel mio piccolo, in questo bar, cercherò di spiegare a chi, come te, me lo chiederà, come funziona l'ambaradan e se, nel futuro la maggioranza la penserà diversamente, pazienza, ci sono abituato a far parte di una minoranza. Pochi conoscono Adriano Olivetti. Olivetti è stato un imprenditore di successo, dotato di grandissima umanità, cultura e sensibilità a riguardo delle esigenze professionali e umane dei lavoratori delle sue fabbriche. A differenza con tutti gli altri imprenditori (di allora e di oggi) non era disposto a sacrificare il rispetto, la dignità e la felicità del singolo essere umano per arricchirsi a dismisura. L'idea che aveva Adriano Olivetti del mondo industriale (oggi diremmo il mondo delle tecnologie) era fortemente innovativa ed era basata su principi etici e di sostenibilità ambientale. Se pochi lo conoscono come imprenditore ancora meno sono quelli che sanno che Olivetti era anche un politico e il suo movimento ha ottenuto un solo seggio alla Camera. Come vedi essere in minoranza non necessariamente significa essere dalla parte del torto.
Paolo: Ok, fermiamoci qua, altrimenti fa a finire che parliamo di politica, e non è il caso. Ciao Mario
Mario: Ciao Paolo, alla prossima.