La bolla finanziaria del Bitcoin

e la bolla tecnologica della blockchain

Scritto dalla redazione il 10 gennaio 2018

Mario: Ciao Paolo, come va, passate bene le feste?
Paolo: Sì grazie. Per il Bitcoin invece mi sa che le feste non siano andate tanto bene, visto che è passato dai 20000 dollari di inizio dicembre dello scorso anno ai 13000 di questi giorni, come te lo spieghi?
Mario: Non sono un esperto di mercati finanziari ma immagino che aprendo, qualche Borsa mondiale, alla possibilità di effettuare scambi di future sui bitcoin, qualcuno abbia "scommesso", e quindi guadagnato, al ribasso
Paolo: Oppure, forse, le persone stanno capendo che con i bitcoin non ci fanno proprio nulla e anche come investimento è molto rischioso tenersi questi "cosi" qua
Mario: No, non credo, per quello passerà ancora del tempo, siamo ancora nella fase "entusiamo" del fenomeno crittovalute
Paolo: Già, infatti leggo titoli e articoli della serie, lasciate perdere bitcoin e acquistate xCoin, piuttosto che yCoin, il futuro sta lì, tutti veggenti, tutti Nostradamus
Mario: Finchè non si capirà che la blockchain è una "trovata" inutile e dannosa si andrà avanti così per un po'
Paolo: I suoi estimatori dicono che sì, è vero, qualche problema ce l'ha ma sarà risolto nei prossimi anni e poi vivremo tutti felici e contenti
Mario: E' come dire, dato che un giorno l'uomo andrà su Marte, io comincio con il comprarmi una bella tuta spaziale e a dissertare qua e là su Internet o ... al bar di quanto sarà bella la vita su Marte e guardare la Terra dallo spazio
Paolo: Quindi tu non credi che sarà una "rivoluzione", al pari di Internet?
Mario: Ma quale rivoluzione, sai quante volte ho sentito questa parola in bocca alle persone, agli "esperti"? Negli ultimi anni del decennio scorso Skype doveva "rivoluzionare" il mondo delle comunicazioni, abbattere definitivamente la telefonia. Poi la società Skype è stata comprata da Microsoft, che aveva evidentemente altre idee su cosa farci del prodotto, ovvero concentrarsi maggiormente sui clienti business, e gli utenti "normali" sono scesi da 700 milioni a 300, insomma una fuga di massa
Paolo: Beh, Microsoft è nota per affossare i "gioielli", comprandoseli non sapendo poi cosa farci, vedi l'acquisto di Nokia
Mario: Tornando ad Internet, quella sì vera rivoluzione, vorrei approfittarne per ricordare, a venti anni dalla sua morte, Jon Postel.
Postel è stato un esempio di selfless serving, curando la rete e i meccanismi che la sovraintendono e ponendo con il suo esempio le basi di quella che diventerà poi l'etica hacker, senza mai pensare di monetizzare le sue competenze e senza trarre alcun vantaggio dall'essere pioniere tra i pionieri di quella che diventerà negli anni una vera e propria miniera d'oro. Il valore dell'eredità e del lavoro di Postel sono stati riconosciuti da molti, ma solo una piccola parte di quanti usano la rete ne ha compreso i meriti. Jon Postel è stato allo stesso tempo motore, garante, facilitatore e artigiano dell'incredibile processo che ha portato alla trasformazione di una rete di computer locale in quella che poi è diventata l'Internet che conosciamo. Di questa gente nell'ambiente blockchain/crittovalute non ne vedo affatto
Paolo: Quindi secondo te bolla finanziaria e bolla tecnologica?
Mario: Mah sì, ne abbiamo già parlato altre volte dei limiti tecnologici ma mi fanno ridere coloro che, con frasi "ad effetto" perchè di ciarlatani ne è pieno il mondo, prevedono un futuro libero da intermediari, siano essi pubblici o privati
Paolo: Gli intermediari ci saranno sempre?
Mario: Certo, con l'aggravante che i nuovi entrati saranno molto meno affidabili di quelli attuali. Prova ad andare da tua zia che proprio in questi giorni sta comprando casa e dille: "Zia, non c'è bisogno di andare dal notaio, di registrare il contratto presso gli uffici pubblici, ecc., clicca qui ed è tutto fatto, ci penserà la blockchain a tenere memoria di tutto"
Paolo: Ho capito e non mi piace per niente, poi, che ne sappia io, già adesso tutte queste attività, almeno dei rapporti con gli uffici pubblici, avvengono in modalità telematica
Mario: Esatto, non c'è nessun motivo di introdurre un meccanismo di tale capacità distruttiva, si deve solo migliorare l'esistente nelle parti ancora deficitarie, come ad esempio informatizzare quella parte di Pubblica Amministrazione che finora ne è rimasta fuori, vedi i piccoli Comuni, migliorare l'usabilità delle procedure informatiche e così via
Paolo: Magari quell'ufficio della Provincia dove lavorava il personaggio di Checco Zalone nel film Quo vado
Mario: E ti dico di più, in quel film quando chiedono a Checco cosa aveva fatto tutti quegli anni in ufficio e lui risponde mimando il gesto del mettere timbri alle pratiche, c'è un'analogia con la blockchain
Paolo: Sì, mi ricordo quella scena
Mario: E sai a cosa servono i timbri che si mettono a cavallo tra una pagina e l'altra di un contratto?
Paolo: Ad evitare che si tolgono o sostituiscono dei fogli all'interno
Mario: Esatto, e la blockchain è tutta lì, un timbro elettronico tra un file ed un altro, tra una transazione ed un'altra
Paolo: La difficoltà di noi ignoranti in materia informatica è quella di riuscire a capire la bontà, la complessità e l'utilità di un progetto informatico
Mario: Già, per far capire alle persone, si dovrebbero trasformare i programmi informatici in umanoidi, in robot, e allora vedresti questo robot mettere timbri incessantemente tra un foglio ed un altro
Paolo: Stai ispirando qualche regista o sceneggiatore?
Mario: Ci vorrebbero Charlie Chaplin, come in Tempi moderni o Fritz Lang in Metropolis
Paolo: Ti piace il cinema d'antan vedo
Mario: Sai cos'è un worm
Paolo: Una specie di virus informatico, credo
Mario: Il worm è un programma informatico che crea copia di se stesso e in questo modo esaurisce le risorse del sistema (spazio su disco rigido) o utilizzando tutta la larghezza di banda (diffondendosi nella rete) ne rallenta o impedisce le attività.
Bene, la blockchain è esattamente questo, un file che viene replicato tra i nodi di una rete e che non diminuisce mai di dimensione, anzi aumenta sempre, fino a saturare lo spazio del sistema e la banda a disposizione.
Questo è il futuro che ci aspetta se non vi mettiamo subito un freno, una Rete che invece di essere usata, come oggi, per comunicare, informarsi, chiedere ed offrire servizi, giocare e divertirsi, guardare film e ascoltare musica, spostarsi senza perdersi, comprare oggetti non facilmente disponibili o a prezzi più convenienti, insomma tutte le cose belle che ci ha portato negli anni sarà relegata a infrastruttura che veicolerà repliche di file che non serviranno che a pochissime persone.
Paolo: Sempre catastrofico, eh
Mario: Mi è venuta in mente una storiella, un esempio di come poteva essere la blockchain cinquanta anni fa
Paolo: Cosa? Beh, racconta
Mario: Un ufficio con un direttore, cinque impiegati che lavorano pratiche ed un archivista. Man mano le pratiche chiuse vengono mandate in archivio.
Un giorno il nuovo direttore ha un'idea a suo modo innovativa che renderà inutile il lavoro dell'archivista. Le pratiche chiuse di tutti gli impiegati saranno fotocopiate e "legate" insieme con laccetti, timbro e firma per assicurarne l'inalterabilità (una blockchain analogica ante litteram), ogni impiegato avrà in stanza una copia di questo archivio unico in modo da ricercare velocemente le pratiche senza necessità di recarsi in archivio.
L'archivista, ormai inutile, verrà mandato a fare il lavoro da impiegato e quindi la produttività aumenterà del 20%. Passa il primo anno ed in effetti il numero di pratiche è aumentato, seppure non del 20%, ma di un buon 15% perchè comunque il tempo per fotocopiare, legare, mettere timbri e firma ci vuole.
Il direttore ottiene un bonus ma negli impiegati comincia a serpeggiare una certa sfiducia su queste novità introdotte, tuttavia per le "alte sfere" si deve andare avanti perchè quello che conta è la produttività.
Negli anni a venire però i problemi aumentano a dismisura così come l'archivio unico che ormai ha bisogno di sempre più armadi, sempre più spazio, il trasferimento continuo di questo enorme archivio richiede fattorini esterni e anche la ricerca è diventata difficile perchè un conto è far cercare ad una persona competente le pratiche in un archivio, un conto è farlo fare a tutti, il tempo "perso" è enorme, i costi alle stelle e la produttività in calo anno dopo anno.
Il direttore viene mandato via e si torna come prima.
Paolo: Non credo di aver capito proprio tutte le analogie, ma ci rifletterò su. Io vado, ciao Mario
Mario: OK, ciao